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"Prima che con la bocca, il gelato lo assaggi con gli occhi"

Cristian DaldossiCiao,

il mio nome è Cristian Daldossi e da un po’ di tempo il gelato è entrato prepotentemente nella mia vita. Dopo qualche anno passato da lavoratore dipendente infatti, nel 2007 decido che è arrivato il momento di coltivare un sogno: aprire un’azienda tutta mia. Si, ma di che tipo? Così comincio a visitare molte fiere del settore, alla ricerca di un’attività che potesse sposarsi perfettamente con un mio vecchio locale di proprietà sito in Città Alta (Bergamo).

Scelsi la gelateria: e in men che non si dica, cominciai ad appassionarmi immediatamente a materie prime, produzioni e macchinari. Tuttavia, il mio intento non era quello di realizzare una classica gelateria artigianale che vende solo gelato mantecato come ce ne sono tante in giro, ma ambivo a realizzare una moderna attività con al suo interno prodotti speciali, mai visti prima.

“ Il merito era tutto dello stecco”

L’intuizione giusta mi venne durante una fiera: mentre osservavo una macchina che produceva ghiaccioli in serie, notai che la loro disposizione in vetrina era esteticamente accattivante. Il merito era tutto dello stecco, che permetteva al prodotto di stare in una posizione atipica e dal grande impatto visivo. Il resto venne da sé.

Immediatamente capì che i ghiaccioli dovevano essere riconducibili al formato industriale: ma la qualità no, quella doveva essere esclusivamente artigianale. Il risultato dovevano essere ghiaccioli di frutta, con prodotti rigorosamente di stagione, senza coloranti e conservanti. La strada era tracciata, non dovevo fare altro che inaugurare la gelateria.

“E avevo ragione”

La prima stagione non fu come mi aspettavo. Le vendite stentavano a decollare e il guadagno non bastava a coprire le spese. Ma decisi di non mollare: sentivo che l’idea era quella giusta e pensai che le vetrine refrigerate appena acquistate forse, non erano così espositive come mi immaginavo.

E avevo ragione. È bastato sostituirle e utilizzare vetrine refrigerate dal grande impatto visivo, per aumentare esponenzialmente le vendite l’anno successivo. La lezione mi è servita per capire che, prima che con la bocca, il gelato lo assaggi con gli occhi.
A partire dal terzo anno, l’offerta si è estesa al gelato su Stekko, al biscotto-gelato e agli split&go, in modo da soddisfare anche il palato dei più golosi.

Due cose ho imparato dalla mia esperienza:
1) Tutti possono farcela se credono in quello che fanno;
2) L’estetica e la visibilità giocano un ruolo principe nel successo della gelateria.

“Il mio know-how lo posso offrire ai miei affiliati”

Attualmente Stekko offre anche la possibilità di aprire un proprio punto vendita tramite affiliazione o franchising.

Ma non è tutto! Con poche mosse, tanta creatività e un budget risicato, d’inverno Stekko muta e si può trasformare in un Temporary Coffee. Al posto di gelati e ghiaccioli, caffè americani, tè, tisane, brioches e muffin, rigorosamente takeaway. E la cosa più bella è che il mio know-how lo posso offrire ai miei affiliati.

Per partire subito in quinta, ma che dico, sesta marcia! Oggi la sfida di Stekko è quella di misurarsi con i mercati esteri, sempre pronti a cogliere e valorizzare nuovi progetti d’impresa. Questo è tutto.

Se sei arrivato a leggere fin qui, grazie! Non posso fare altro che regalarti un ghiacciolo se vieni a trovarmi in negozio!

Un abbraccio,

Cristian